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Provate a pensare a quante volte prendete il vostro smartphone per scrivere o per leggere i messaggi che iniziano ad arrivare (o che iniziate a scrivere) a partire da quando vi svegliate sino alla conclusione della giornata. Noi abbiamo fatto un conteggio e abbiamo visto che tra Messenger, Telegram e ahimè anche Whatsapp riusciamo ad arrivare ad una  Soeach Womens Love Impronte Di Animali Top Manico Borsa Di Tela A Tracolla Colore Naturale
 In alcuni periodi di super lavoro arriviamo anche a 500. Tanti vero?

La nostra app preferita per scambiare messaggi tra amici e colleghi rimane comunque  Messenger di Facebook , facilmente accessibile da smartphone e da pc e dove possiamo contattare tutti i nostri amici di Facebook, creare gruppi, attivare (o silenziare) notifiche.

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Una lista civica ma ricca di connotazioni politiche. E’ Lucca in Movimento, che appoggia Remo Santini come candidato sindaco di Lucca e che ha visto l’inaugurazione della sede elettorale in via Barsanti e Matteucci 43 nella serata di ieri. Affianco al candidato sindaco la ex consigliera regionale e comunale Giuliana Baudone, vera anima del progetto sfociato nella lista civica, il consigliere comunale dell’Udc di Capannori Giovanni Marchi e Roberto Dolce di Per Lucca e i suoi paesi. Fra i presenti l’ex vicesindaco e assessore comunale Giovanni Pierami, il consigliere comunale Antonino Azzarà e l’ex consigliere regionale Giuseppe Del Carlo. Oltre a loro anche i candidati della lista che saranno presentati la prossima settimana.


Il candidato sindaco Santini per l’occasione ha “caricato” e responsabilizzato il gruppo, definendo la presenza nella lista di persone con precedenti esperienze politiche come necessario anche per l’attività di governo della città. Strali anche alla maggioranza che governa attualmente il Comune: “Hanno dimostrato – ha detto Santini – di non amare Lucca”. Della lista faranno parte anche due ex consiglieri comunali, Andrea Gambogi e Stefano Pierini, il primo eletto in consiglio nell'era Fazzi con Alleanza Nazionale, il secondo con Governare Lucca.

Forse il tema della malattia è davvero all’origine della catena, ma in questi casi è difficile avere certezze. Non tutti, soprattutto chi ha sofferto per il cancro, pensano che basti postare una immagine senza alcuna azione concreta per sostenere una causa così grande come la lotta al cancro: e in Inghilterra, una donna su Facebook qualche mese fa si è apertamente lamentata  per questo approccio un po’ narcisistico.

Non sempre si riesce a capire da dove nascono queste monomanie che intasano le bacheche per giorni ma le persone dimostrano di volerne capire di più e fanno domande quando  possibile .

L'avvocato Maccioni si dice amareggiato perchè prima della morte di Pelosi "mi sarei aspettato, visto che ha avuto purtroppo questa morte con tumore anche prematura, che avesse lasciato un qualcosa, una dichiarazione nella quale avesse spiegato come le cose fossero veramente andate e in cui dicesse 'Finalmente lo voglio dire, mi voglio liberare da questo peso', in maniera tale da avere un traccia sulla quale lavorare, mentre fino all'intervista della Dire io non avevo visto niente. Ora, se l'avvocato Olivieri viene a scrivere queste cose, evidentemente Pelosi ha voluto lasciare un messaggio per dire 'le cose sono andate in questo modo'. Poi se sia vero o meno lo valuteremo con dei riscontri. Ma avere una versione ufficiale sarebbe sicuramente già importante". 

Per questo, secondo l'avvocato della famiglia Pasolini "non dobbiamo smettere di cercare la Borsa A Tracolla Piccola Borsa A Tracolla In Pelle Per Borsa A Tracolla A Mano Da Donna 255 X 20 X 4 Cm Nero Rosso
, penso che la verità su questo omicidio debba emergere, lo dobbiamo agli italiani e a tutti noi. Quando lasciamo un crimine irrisolto è una sconfitta per lo Stato, perchè magari ci sono gli autori di questo efferato delitto ancora in libertà e non sono invece morti. Al di là dell'accertamento delle singole responsabilità, comunque, resta la necessità di capire perchè Pasolini venne ucciso, se è un delitto politico o altro tipo di movente. Io ritengo che sia stato un delitto politico, l'ho pensato fin dall'inizio per quello che lui sapeva, per quello che lui diceva, per quello che ha fatto capire di avere in mano e per quello che poi ha anche ammesso nelle opere successive, tipo 'Petrolio', pubblicate 17 anni dopo la sua morte o in base anche ai vari articoli scritti sul 'Corriere della sera', in particolare 'Il romanzo delle stragi' e 'Perchè il processo'. Diceva cose molto pesanti anche nei confronti di persone che avevano un ruolo di primo piano nella vita pubblica del nostro Paese".